Arte, Digital, Lifestyle
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La natura morta ai tempi di Instagram

Praticamente con me funziona così. Torno a casa dopo una sessione intensa di supermercato. Cerco un po’ fra la spesa e tiro fuori, orgogliosissima tra l’altro, una delle tre Coca Cola Light Moschino. La poggio sul comodino, accanto agli occhiali. Il tempo di mettermi qualcosa (di vagamente simile a un pigiama) e penso che in effetti quella lattina rosa, lì dove l’ho lasciata, ha il suo bel perché. Della serie che “quasi quasi faccio una foto”. Oppure. Stranamente affamata, guardo cosa propone la credenza. Mi stupisco della quantità di marmellate abbandonate in un angolo. Inconsciamente ne sposto una un po’ più a destra, poi ne sovrappongo un paio… Perché si sa, la simmetria è un elemento così fondamentale nella quotidianità. Guardo soddisfatta il castello che ho appena costruito. Prendo la fotocamera e scatto. Se dovessi difendermi penserei a qualcosa tipo: “Giuro che non lo faccio apposta: è una mia forma di rincoglionimento, me ne rendo conto.” Invece no, sono solo l’espressione di un comportamento sociale ormai diffuso, una sorta di movimento artistico degli anni Duemila, diventato così mainstream grazie alla semplicità di approccio, Social premettendo (e no, non volevo scrivere “permettendo”). In sostanza, con uno sforzo relativamente minimo si possono ottenere risultati davvero apprezzabili, da far veicolare sulle piattaforme online tramite hashtag ormai convenzionali (#foodporn e simili, per intenderci) ma anche attraverso cancelletti un po’ più di nicchia, che sia #bluronpurpose o #candyminal, di cui Luisa ci ha già spiegato le basi qui. Il genere fotografico di cui parliamo tecnicamente si chiama “still life”, dunque “rappresentazione di oggetti inanimati”. Le volte in cui mi sento Caravaggio, mi piace interpretarlo come una natura morta in versione 2.0, spennellata sul display e pronta per essere esposta nella pinacoteca più popolare dei nostri tempi: Instagram. L’arte ai tempi del digitale consiste proprio in questo, nel semplificare tecniche di composizione sperimentate dai grandi maestri italiani centinaia e centinaia di anni fa, con l’obiettivo di renderle contenuto fruibile dal maggior numero di utenti possibile tramite le nostre gallerie quotidiane, quelle dei Social. In poche parole, con il consolidamento dell’online, ci troviamo a trattare materiali (assolutamente già noti) al fine di trarne apporti compatibili con le tecnologie user-friendly di cui disponiamo oggi, nel 2014, noi sopravvissuti alla fine del mondo annunciata dai Maya. Niente di più né niente di nuovo, “è la storia che si ripete”. E’ il divenire delle cose. Natura-morta-2.0-2

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Silvia dal 1993, Sagittario ascendente Leone. Addicted to carboidrati, ma solo se me li cucina qualcuno. Colleziono fotografie per Instagram e vestiti con cartellino appesi nell'armadio. Canto spesso senza potermelo permettere. Ah, a colazione un muffin sarebbe sempre cosa buona e giusta.

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