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“Fragole a merenda”, il libro di ricette per definizione

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Diamo per assodate due questioni su di me: l’evidente incapacità culinaria e gli occhi a cuoricino quando invece si parla di fotografia. Tipo che mi sento molto più sicura con una Reflex tra le mani piuttosto che ad aprire una scatoletta di tonno. E se è vera quella storia che se non sai fare la parmigiana non vali nulla (lo dice un murales in nonsoquale città italiana e si sa, scripta manent)… Ecco, allora io valgo meno di zero. Non sono per niente un buon partito né la nipote massaia che ogni nonna si augurerebbe di avere.

Apple pie per un nuovo blog, dalla cucina di FRAGOLE A MERENDA

“Fragole a merenda” potrebbe benissimo essere un motto altrettanto etico quanto lo è “A colazione non si parla”. A me piacerebbe molto, ad esempio, poter spezzare il pomeriggio con panna e fragole in qualsiasi periodo dell’anno… ma non è questo il punto, per cui mettiamo per un attimo a tacere il Ciacco che è in me e riprendiamo il filo del discorso. “Fragole a merenda” è un blog, lo è da molto. Una cucina virtuale che vuole comunque trasmettere il calore familiare e il sapore delle cose buone, un ricettario bello da vedere e da sperimentare, di quelli che, grazie al cielo, fanno venire voglia anche a una come me di impastare uova e farina una volta nella vita. Un diario accurato, in cui Sabrine, la mente e il cuore dell’intero progetto, non si limita a riproporre al grande pubblico i suoi cavalli di battaglia gastronomici, piuttosto decide di raccontarceli. Ogni ricetta è immersa in un’atmosfera quasi fiabesca (vuoi anche per le indiscusse capacità da storyteller di Sabrine) e appare sempre come il frutto di un incontro, come dice lei stessa, “con un ingrediente o con una persona, poco cambia”.

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“E se storie e ricette s’intrecciano, non c’è verso di farle andare per strade separate: non avrebbe senso. Come faccio a convincervi che potete impastare a mano una brioche se non vi racconto di Delfina, degli indigeni dell’isola di Pentecoste e delle sue strepitose zeppole che lievitavano grazie a una stalla? O a passarvi la ricetta della torta al miele di Emma, spartana e sorprendente come lei, se non vi racconto della sua storia d’amore ai tempi dello sbarco in Normandia?”

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“Fragole a merenda” è un quaderno di ricette eterodosse, di quelle che ti fanno davvero avvicinare alla cucina (niente risotto allo zafferano tradizionale, per capirci). Soluzioni creative che incuriosiscono anche solo da leggere e che non vedi l’ora di testare personalmente: e così via con bagels al vapore, pancakes sovietici e “caffellatte al cardamomo”, come ironizza lei, per sottolineare la tendenza a voler sempre aggiungere un tocco stravagante anche al più classico dei classici. Essenzialmente, il concept di base prevede di giocare con ricette basic, normalmente riservate alla colazione o alla merenda, per elevarle a qualcosa di più, che sia il brunch della domenica in famiglia, l’aperitivo d’inaugurazione dell’appartamento in cui vi siete trasferiti o il pranzo all’aperto fra amici. O tutto quello che volete voi, regole non ce ne sono.

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Gli ingredienti vincenti del blog, comunque, non finiscono qua. Da vera studentessa di moda, m’immaginerete come un templare che combatte in difesa del senso estetico in nome di Enzo Miccio. Non vi sbagliate molto. Una grafica pulita e curata nel dettaglio abbinata a delle straordinarie fotografie di corredo faranno sempre breccia nel mio cuore. Della serie che molti degli scatti di Sabrine sono così “ricchi” che mi fanno venir voglia di salvarli e tenerli stretti stretti sul desktop.

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“Fragole a merenda” da pochi giorni è diventato un libro. Un racconto per ricette e per immagini che apre le finestre su una cucina vera, fatta di piatti che a volte si rompono e di cuori che si ricuciono. Edito da Guido Tommasi Editore, il volume rende omaggio ai due anni e mezzo di costante impegno profuso da Sabrine in ciascuna delle 350 pagine all’appello. E magari riesce a strappare un buon brunch anche da me, che se azzecco il sale nella pasta mi sento già una dea.

Ph credits | Fragole a merenda

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