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“Il giovane favoloso”. La rappresentazione del mondo dietro “L’infinito”

Partiamo dal presupposto che Giacomo Leopardi non mi abbia mai entusiasmato granchè. Ricordo ancora con angoscia le ore di letteratura italiana al liceo dedicate al poeta. Per questo quando ho visto per la prima volta il trailer sono stata felice che qualcuno si fosse voluto occupare di trasporre su pellicola la vita del poeta. Magari un film che narrasse le vicende della vita di Leopardi avrebbe potuto farmi capire meglio di qualsiasi trafiletto biografico di un qualunque manuale di letteratura(che diciamocelo, lo abbiamo tutti spudoratamente saltato quando si trattava di studiare) le cause e le esperienze che stavano dietro le opere dello scrittore.

Da questo punto di vista “Il giovane favoloso” ha avuto l’effetto sperato. Si tratta infatti di un film estremamente diretto e autentico che non permette a nessuno di non lasciarsi coinvolgere nei dolori e negli affanni del poeta.

Viene raccontata la storia di Leopardi fin dal periodo della sua infanzia trascorsa con i due fratelli a Recanati continuando con i suoi successivi Il-giovane-favolososoggiorni a Firenze, Roma e Napoli.

L’attenta regia di Mario Mortone, lo stesso regista del film “Noi Credevamo”, non lascia niente al caso. I dettagli , le piccolezze, il quotidiano della vita di Leopardi vengono rappresentate con attenzione e con impliciti e mai casuali rimandi alle sue opere. Emblematiche sono ad esempio le scene in cui il poeta trascorre il tempo libero ad osservare il paesaggio al di là della siepe, quella stessa siepe che sarà poi fondamentale per la stesura della celeberrima poesia “L’infinito”. Ed è proprio alle poesie che Mortone ha deciso di dedicare largo spazio all’interno del film. “Alla luna”, “L’infinito” e “La ginestra” vengono recitate e interpretate in forma integrale dal giovane (e in questo caso l’attributo “favoloso” ci sta a pennello”) Elio Germano che riesce a dar vita alle parole del poeta con estrema veridicità.
Un grande merito va anche alla fotografia che si avvale di scene mozzafiato e scorci improbabili che sorprendono positivamente chi guarda.
Il-giovane-favoloso
L’unica pecca (ebbene si, una ce n’è), è la lunghezza del film. Due ore e venti rischiano di mettere a dura prova l’attenzione dello spettatore. Ma provando ad interpretare la volontà del regista mi è venuto quasi spontaneo pensare che la lunghezza delle scene, l’assenza di colpi scena, il lento narrare delle giornate del poeta, sia stato un modo per far immedesimare maggiormente lo spettatore nel malinconico stato d’animo del “giovane favoloso”.
Nonostante questo il film ha ottenuto un grande successo. Giusto ieri è stato infatti registrato il raggiungimento dei tre milioni di incasso. Un ottimo risultato che segue la presentazione del film alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, e che si carica di un valore ancora più positivo se pensiamo che non si tratta di un semplice popcorn movie, o dello scontato film di supereroi.
“Il giovane favoloso” è quindi il film da vedere nel weekend. Lasciate a casa il gusto personale per le opere di Leopardi e andate soltanto con la volontà di conoscere la storia di un semplice uomo. Non ne resterete delusi.

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Maria Vittoria per pochi. Mavi per tutti. Da sempre cartadipendendente. Vivo di giornate fatte di caffè, attese e persone. Alla costante ricerca della soundtrack perfetta per la mia vita, per adesso mi accontento di scriverne la sceneggiatura.

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