Arte, Lifestyle
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Parigi, al Museo Carnavalet incontriamo Maria Antonietta

Di Giulia Capone

Constatare, senza l’aiuto di Sofia Coppola, che Maria Antonietta era genuinamente una “shoes addicted” è possibile. Dove? Nel cuore del Marais. No no, più avanti della sofisticatissima boutique Dyptique e, anche se le vetrine di Guerlain distraggono molto, l’occhio deve proseguire e fermarsi lì. Si proprio lì, su questo edificio cinquecentesco che ospita il Museo Carnavalet.

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Questo gioiello parigino ha il compito di catalogare elegantemente 4.000 anni di storia della città, dagli albori passando per i momenti bui della rivoluzione o sfarzosi della “Belle Epoque”. Sbirciando fra le più di 100 sale del museo è possibile ammirare, oltre le migliaia di pezzi d’arte collegabili ai più distanti periodi storici, il mazzo di chiavi forse più ambito del ‘700: quello della Bastiglia. Proseguendo tra autentiche tappezzerie Charles le Brun e un medaglione contente i capelli di re Luigi XVI è possibile anche ammirare la ricostruzione della camera di Proust dove scrisse gran parte della sua “Recherche”.

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Se ancora il pensiero volasse oltre le mura di questo scrigno, al negozietto Occitane all’angolo, aspettate almeno prima di aver visto “loro”. Chi?! Le scarpe che vestirono il piedino esile della regina più discussa di Francia. In una teca lontano da occhi indiscreti, infatti, sono conservate un autentico paio di scarpe di Maria Antonietta, finemente decorate dal Louboutin dell’epoca, che rubano l’attenzione del pubblico femminile che già le vorrebbe provare in nero, blu e, perché no, in rosso, of course. Per le “followers” di Maria Antonietta non è ancora tutto: oltre ad alcuni oggetti della vita quotidiana in quel di Versailles, al Museo Carnavalet sono conservate alcune ciocche di capelli della regina francese. Alzi la mano chi ha già messaggiato la foto al proprio parrucchiere.

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Il museo che racchiude la “vie parisienne” non annoia, anzi esalta, ma vi dirò di più, fa anche “riflettere”. Infatti, quando la visita giunge al termine, la valutazione sorge spontanea: se un paio di scarpe si guadagnano una teca all’ interno di un museo tra i più superbi d’Europa, questo la dice lunga su cosa fare nel pomeriggio della Ville Lumière. Shoe-Shopping.

 

1 commento

  1. giulio says

    Questo articolo fa capire l’ attualità e modernità del fascino antico della Ville Lumiere.
    Complimenti Giulia per l’attenzione
    ai dettagli della grande Maria Antonietta

    Giuliano

    Mi piace

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