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Parigi, città della quieta grandezza

Ryanair regala gioie. Un giorno giri sul sito della compagnia aerea e scovi un biglietto per Parigi ad un prezzo stracciato. Farselo scappare? Assolutamente vietato. Ed ecco come mi sono trovata su un aereo la mattina dello scorso 7 Novembre con mio fratello ed alcuni amici.

Sappiamo tutti che Parigi è la città dei cliché. E’ la città romantica per eccellenza rappresentata da quel cumulo di ferraglia che è la Tour Eiffel. E’ la città che devi visitare la sera, a braccetto con il tuo amore, mangiando i macarons di Laduree come se fossero pop corn, con gli artisti di strada che suonano costantemente “La vie en rose”. E ammetto che io stessa sono arrivata nella metropoli con la testa piena di foto e immagini viste e riviste. Poi ho visto con i miei occhi, questi occhi critici e curiosoni che mi ritrovo, e ho constatato che era tutto sbagliato, che la vera Parigi non era quella. La vera Parigi era la mia, era quella che vivevamo noi.

parigi-monumenti

Ammaliata e estasiata. Penso che siano due aggettivi perfetti per definire le sensazioni provate questo weekend. La maestosa leggerezza della Tour Eiffel mi ha sconvolta, gli artisti di strada erano ballerini di break dance che in modo blasfemo ballavano davanti Notre Dame o il signore italiano di mezza età che ha accompagnato una delle nostre tratte in tram al ritmo di “Bella ciao”. Parigi è emozionarsi davanti i Monet e i Renoir al Musee D’Orsay, è stupirsi davanti “La morte della Vergine” di Caravaggio al Louvre.

parigi-cibo

Parigi è cibo. Buon cibo. E’ fare colazione con il croissant. E’ pranzare con un french toast ripieno di formaggio Roccaforte. E’ fare merenda con macarons e bignet di tutti i gusti. E’ cenare con una crepes salata come primo piatto e una crepes dolce come dessert. E’ mangiare gelato al cioccolato Ben & Jerry’s in ostello per smaltire la sbronza presa sugli Champs-Élysées.

Ma della metropoli mi ha colpito la grandezza. O meglio, la sua quieta grandezza. Così maestosa dall’alto dell’ Arc de Triomphe. I suoi palazzi, i suoi monumenti non sono a misura d’uomo, non entrano mai interamente nel tuo raggio visivo. E’ tutto grande ed immensamente bello e al contempo tutto estremamente tranquillo. Il traffico è silenzioso, la notte pulita, i musei immensi e solenni. E’ un’atmosfera ovattata quella di Parigi. Un piccolo grande universo a parte dove sento già il bisogno di tornare.

parigi-metro

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