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“Colpa delle stelle”, le cause del fenomeno

Tutti lo abbiamo visto, lo abbiamo letto o almeno ne abbiamo sentito parlare. Facebook è pieno di 17118893post, pagine o citazioni che riguardano il film. “Colpa delle stelle” è diventato un vero e proprio fenomeno mondiale sia dal punto di vista cinematografico che editoriale. Milioni le copie vendute in tutto il mondo del romanzo di John Green e incassi esorbitanti per la trasposizione cinematografica dello stesso.

Ma cosa si nasconde dietro questo successo esagerato? Quali sono stati i fattori vincenti di “Colpa delle stelle”?

 

Fattore 1: LACRIME   “Colpa delle stelle” fa piangere. E non si tratta di ritrovarsi con la vista annebbiata per dei semplici “lucciconi” agli occhi. Si tratta di restare vittime di veri e propri pianti. Roba che fa invidia a Titanic. Ovviamente quando parlo delle lacrime mi riferisco specialmente alla versione cinematografica della storia perchè si sa, vedere le cose fa sempre più effetto che leggerle.

Fattore 2: MALATTIA TERMINALE  Di film e romanzi sul cancro ne è piena la storia del cinema e della narrativa (sopratutto quella contemporanea). Riferimento obbligato a pellicole come “Autumn in New York” con Richard Gere e Winona Ryder, “Sweet November” o il romanzo “Braccialetti Rossi” di Albert Espinosa da cui sono state tratte serie tv di successo sia in Spagna che in Italia. Essere coinvolti nelle vite di chi è malato e vive sempre sul filo del rasoio emoziona lettori e telespettatori, sopratutto quando i protagonisti si vedono coinvolti in struggenti storie d’amore. Così John Green ha deciso di raddoppiare il tiro. In “Colpa delle stelle” la storia d’amore non vede una coppia in cui solo uno dei due protagonisti è affetto da una malattia terminale, bensì entrambi i protagonisti sono sul punto di morire. Lei, Hazel Grace, sedici anni e un cancro alla tiroide. Lui, Augustus Waters, diciasette anni e una gamba amputata a causa di un osteosarcoma. Poteva essere iniettata al fruitore della storia una dose più letale di angoscia?film-cancro

Fattore 3: LOVE STORY Come ogni bestseller che si rispetti, non può mancare la storia d’amore. E la troviamo infatti anche in “Colpa delle stelle”. La loro storia nasce in un gruppo di supporto. Si conoscono, si piacciono. A causa del cancro e della possibilità di potersene andare da un momento all’altro, Hazel decide di non voler essere un’ulteriore causa di sofferenze per Augustus e decide quindi, almeno all’inizio, di intrattenere con lui soltanto un rapporto di amicizia. Non è per volontà di spoilerarvi dettagli cruciali della storia, ma capirete anche da soli che alla fine la protagonista cede alla corte spietata di Augustus. Non starò a dirvi se si tratti di una storia d’amore a lieto fine o meno. (Tanto anche in questo ci arrivate da soli, no?)

Fattore 4: SMARTPHONE  John Green è stato molto saggio da questo punto di vista. Hazel e Augustus sono una coppia estremamente attuale e moderna. La loro storia si sviluppa a suon di sms, continui sms. La stessa cosa risulta molto presente anche nella versione cinematografica. Hazel e Augustus sono sempre con il telefono in mano (come tutti noi ormai oggigiorno) e i messaggi che si mandano vengono direttamente mostrati sullo schermo sotto forma di vignette. La grande potenza di “Colpa delle stelle” sta quindi anche in questo. I giovani, i ragazzini, riescono bene ad immedesimarsi nella storia e nelle vite dei due protagonisti, che per quanto possano appartenere ad una realtà così distante dalla nostra come quella del cancro, vivono esattamente la loro quotidianità, per quanto è possibile, come tutti i loro coetanei.

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Fattore 5: TEEN CELEBRITIES Quando parliamo della traposizione cinematografica di “Colpa delle stelle” parliamo di un film che vede come attori protagonisti due nomi come Shailene Woodley e Ansel Elgort. Non parliamo di due sconosciuti. Si tratta invece di due attori molto amati dai teenagers. Shailene Woodley era già stata la protagonista delle serie tv “La vita segreta di una teenager americana” ed è attualmente l’attrice principale dell’acclamata saga “The Divergent”. Ansel Elgort, dal canto suo, è anch’egli uno dei protagonisti di “The Divergent” (dove in questo caso recita il ruolo del fratello di Shailene!). Puntare su due attori già così acclamati dal punto di vista cinematografico non poteva che dare ottimi risultati.

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A prescindere da tutto quanto, “Colpa delle stelle” è un buon film. Forse l’unico caso nella mia lunga storia da book-addicted in cui mi sono ritrovata ad affermare la superiorità della versione cinematografica rispetto a quella cartacea di una storia. Il libro non presenta infatti niente di così originale sia dal punto di vista della trama che della narrazione. Adesso però lascio a voi la parola, il giudizio e i fazzoletti.

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