A colazione (non) si parla, Fashion
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I 10 peggiori stereotipi sugli studenti di moda

Un articolo a 4 mani, 2 menti, 2 computer e diversi social network a cura di Silvia Valesani e Luisa Covini.

Una piccola introduzione:

In origine fu un post che ebbe un sacco di successo. Complice la condivisibilità di ciò che avevamo scritto. Da parte di altri studenti di moda, ovviamente. Insomma, ci teniamo molto. Ci siamo affezionate soprattutto per l’apprezzamento ricevuto dai nostri colleghi. Quindi, se inizialmente è stato pubblicato su un altro blog, oggi ve lo riproponiamo qua, simile, sul nostro personale progetto che è A colazione non si parla.

È così che incontri qualcuno di nuovo, ti presenti. Scattano le classiche domande di rito: “Tu cosa studi?” “Io studio xxx della moda.” (Là dove xxx sta per Design, Marketing & Comunicazione, Puffologia o quello che vi pare. Non importa. Il termine incriminato è “moda”. Da questo momento esatto, per la creatura mediamente ottusa che avete di fronte, avrete già perso parte della vostra credibilità). Solitamente le uscite più infelici di rimando si alternano fra queste dieci, legittimamente raccolte e catalogate perché anche le prossime generazioni di studenti di moda sappiano bene a quale tipo di mentalità vanno incontro.

1. Ah, studi moda? Aspetta… Cioè?! Cosa studi?

Che bello dover ripartire con l’elenco di corsi che a quanto pare non hanno la stessa dignità di una xhusdhupatologia qualsiasi. Con una leggera sfumatura diversa c’è anche:

2. Ah, studi moda?! Bello! Ma cosa studi?! Cioè, studi? Ma non sarà mica come l’università…

No, infatti. In genere sfogliamo* Vogue, mentre mangiamo gambi di sedano, ci pettiniamo i capelli a vicenda e facciamo tanto tanto shopping. stereotipi-studenti-di-moda *Dobbiamo specificare che non sappiamo leggere o è chiaro a tutti?

3. Ah, studi moda? Quindi quando ho bisogno di un aiuto con gli abbinamenti chiamo te!

Ma sì, figurati. E’ proprio questo ciò per cui studio. (No) Però se è previsto un compenso monetario, ne possiamo riparlare. In qualche modo dobbiamo pur pagare l’abbonamento a Vogue e gli aperitivi a Colle Bereto, no?

4. Ah, studi moda? Allora ti chiedo una cosa che ho sempre voluto sapere… Ma gli abiti da passerella li compra veramente qualcuno?

No, ovviamente no. Gli stilisti ci godono a rimetterci milioni di euro. I fatturati stellari li devono solo all’influenza della Ferragni*.

*Che comunque è un fattore da non sottovalutare.

5. Ah, studi moda? Ma è vero che tutti gli uomini che studiano moda sono gay?

Sì sì, è proprio fra i requisiti d’ammissione. Nella moda si ragiona solo per categorie.

6. Ah, studi moda? Anche a me piace un sacco, pensa che so a memoria “Il Diavolo veste Prada”, per me Miranda Priestley è un mito.

Fondamentale ed emblematico. Vediamo che ti sei portato avanti con il programma di studi. miranda-priestley-stereotipi-moda-a-colazione-non-si-parla

7. Ah, studi moda? Bello! Quando diventerai una stilista famosa, ricordati di me!

Già, il Sistema-Moda si esaurisce alle sfilate e ai fashion designer.

8. Ah, studi moda? … Si vede.

Ah, si vede? Anche se prima ti stupisci, in realtà hai già il mio identikit?!

9. Ah, studi moda? Allora presentami qualche tua compagna di corso!

Fa sempre piacere essere utile. ciao-bello-stereotipi-moda-a-colazione-non-si-parla

10. Ah, studi moda? Quindi sei sempre in tiro… Non ti potrai mica mettere la tuta per andare a lezione.

Ovviamente, abbiamo il bodyguard che fa selezione all’entrata. In Mave we trust.

Una piccola conclusione:

Studiamo moda, e forse molti di voi lo sapranno già. Esattamente quella moda che ha reso l’Italia eccellenza mondiale specialmente nel secolo scorso. Eppure, di gente che non prende sul serio la nostra scelta accademica, ce n’è ancora molta. Non vogliamo sollevare le cause del fenomeno, perché forse risulteremmo ancora più acide di quanto non possa essere già trasparito dalle righe sovrastanti. Abbiamo raccolto, anche con ironia, il nostro personalissimo worst of di risposte piene zeppe di pregiudizi che ci siamo sentite dare negli anni. E che continueremo a sentire. Ma, tranquilli, non mordiamo veramente quando ci incontrate.

Lo sapete già che l’unica regola da rispettare è che: #acolazionenonsiparla.

19 Comments

  1. Pingback: Stylebook, l’applicazione di moda per decidere come vestirsi la mattina | A COLAZIONE NON SI PARLA

  2. caterina says

    sono d’accordo al 100% sul fatto che è uno studio preso troppo poco sul serio e la gente se lo immagina come non è. io stessa, quando stavo valutando l’idea di intraprendere questo corso di studi, me ne sono sentita dire di ogni. perciò vi supporto, solo una domanda: perché molte persone che studiano moda si vestono di merda/si vestono senza un briciolo di fantasia? è una domanda seria, davvero, credo che il gusto, anche personale, sia essenziale per studi di questo tipo no?

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    • Gianna says

      Semplicemente studiare moda non vuol dire andare in passerella tutti i giorni….. Ed essere vestiti bene non vuol comunque dire lo stesso di essere vestiti alla moda… Di solito, anzi, si avvicina più al sinonimo di pecora-pagliaccio -.-

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    • Essenziale? Lo è davvero?
      L’attitudine a verstirsi in un certo modo piuttosto che in un altro è un qualcosa che davvero non riguarda il percorso di studi. È ovvio che, per una questione di affinità, chi studia moda sia necessariamente attratto e portato a seguire le tendenze. Ma si deve ritenere adirittura essenziale? La moda è (anche) comunicazione. Come ci vestiamo trasmette un messaggio agli altri, è vero.
      Mi dispiace farti notare che “vestirsi di merda” contiene già un giudizio soggettivo, magari non condiviso da colui in particolare che ritieni vestito “di merda”. E magari da un sacco di altre persone. Per te cosa vuol dire “essere vestito bene”?
      Costruirsi uno stile personale poi è un’altra cosa ancora. C’è chi ha fatto di una semplice t-shirt nera la divisa di una vita. Potrebbe sembrare che di fantasia qua ce ne stia molta poca, ma potrebbe semplicemente non essere egoriferita.

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  3. Paola says

    Sono pienamente d’accordo…io sono Laureata in XXX della Moda e la gente ha sempre storto il naso…
    Ma diciamocela tutta, soprattutto oggi che emergono Blogger da ogni dove, che si presentano “Fashion” senza sapere nulla di quello che ruota attorno a questo termine…La Moda, le sue origini, la storia del costume e tutte le infinità di cose che ruotano intorno! Ma in fondo cosa ne sanno loro? Beati loro che ignorano i 5 libri di testo di storia del costume dove bisognava imparare dei nomi assurdi, della differenza tra una crinolina e un paniere, e delle lunghezze delle maniche e degli strascichi che dettavano legge…E la chimica? Beh sí, i tessuti sono fatte di sostanze chimiche, quindi siamo anche un pó scienziati..e la psicologia, l’economia, il marketing, l’arte, la letteratura ecc ecc? sudiamo anche Noi..e anche se il mondo della Moda è un mondo difficile, anche se sono ancora disoccupata, non mi pentiró mai di aver passato 3 anni della mia vita per studiare Moda, perchè le Passioni devono essere seguite e soprattutto rispettate da Voi, cari scettici!

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  4. Francesca says

    Mi associo, anche se io studio all’Accademia di Belle Arti… anche noi ci sentiamo dire le peggio puttanate. Secondo chi fa Lingue/Scienze Politiche/qualsiasi altra cosa passiamo il tempo a dipingere quel che ci pare (o considerare arte qualsiasi cosa, dato che per chiunque “concettuale” è sinonimo di “una roba a cazzo che potevo fare anch’io”), scolarci litrazzi di vino e cazzeggiare per mostre. Magari… sfido chi ha studiato Legge (tanto per dirne una) a dirmi dove sia il muscolo ileopsoas, cosa sia lo sternocleidomastoideo e parlarmi di filosofia dell’estetica, mass media e regole d’equilibrio compositivo.
    Ma tanto noi dell’accademia e voi studenti di moda pare rimarremo sempre un gradino più in basso rispetto agli altri studenti, anche se di un corso frequentato da 15 persone in tutto il mondo (vi dico solo che esistono persino lauree in impacchettamento, bowling management e scienze della pesca…)

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    • Ernesto says

      Guarda, anch’io sono dell’accademia di belle arti, ma paradossalmente odio l’arte. Studio in un indirizzo che si chiama arti tecnologiche perché mi permette di qualificarmi nel settore del videoediting, la computer grafica e altro di tecnologico in generale. Per quanto nell’arte o nella moda (come nel caso dell’articolo), ci sia dentro cultura e blabla, per me rimangono puttanate perditempo. Va bene, invitare alla riflessione, al risveglio interiore, alla consapevolezza, ma ci siamo dimenticati di costruire una società funzionale, non di pagliacci che sprecano la propria creatività, per opere artistiche socialmente inutili, se non a rifarsi gli occhi per intrattenimento. La moda peggio di peggio! Solo un biscottino per le pecorelle, che devono essere coccolate dopo aver sgobbato per il capitalismo. Convinte a dovere di ciò che è arte, di ciò che è moda, di cosa si può abbinare o meno. Invece di studiare per come creare una società funzionale! Ma per favore.

      Ti chiederai, ma tu che studi video e grafica allora? Come voi, mi adeguo ad un qualcosa che possa fare con meno fatica e divertendomi, perché come voi, SI, non voglio faticare come uno schiavo! Ma almeno sono consapevole che questa roba non è così importante da sbandierare. Sono consapevole che se posso avere pubblico, devo veicolare un messaggio costruttivo tramite le mie opere! Scusate lo sfogo, ciao.

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  5. Alessandro says

    MA scusate mi sembrano dei semplicissimi modi per attaccare discorso…mica siamo tutti dei superuomini…è normale all’inizio provare a stemperare la tensione con qualche battuta…poi fate vobis

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  6. apprendistawebmarketing says

    Lo stesso discorso vale per noi antropologi, con qualche sfumatura diversa. 😦
    1. Uguale!
    2. Quindi sei pagata per viaggiare per studiare le scimmie??? (WTF???)
    3. Se ho problemi di coppia ti contatto? (WTF 2???)
    4. Ah, studi antropologia…Ma cosa pensi delle razze umane?
    5. Ah, studi antropologia…Ma è vero che siete tutti comunisti??? (WTF 3??? Anche no!)
    6. Ah, studi antropologia? Pensa che io ho visto tutte le puntate di Bones!!! :/
    7. Darai il mio nome a qualche nuovo ominide trovato in giro per il mondo? (WTF 4???)
    8. UGUALE.
    9. UGUALE. (Di solito per attaccare bottone sulle meraviglie del maschio alpha itaGLiano)
    10. Ah, ma non sembri un’antropologa! Qui ci sono due possibilità: o si aspettano di vedere una “zecca” con i rasta lerci e i vestiti stracciati oppure un’impeccabile donna Bones-style. :/

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    • Ah, sei un’antropologa?
      Allora ti auguro di trovare un partner come Booth.

      Non ci libereremo mai degli sterotipi.
      Qualsiasi sia la nostra facoltà.
      E va bene così, dai.

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  7. Aggiungerei anche “ah studi moda? Allora non è che mi faresti un vestito di colore xxx con una forma xxx, con delle decorazionixxx.. Come questo qua in foto!”
    STUDIO MODA NON SONO UNA SA(N)RTA!
    E l’ancora più deprimente: “ah studi moda? Allora non è che mi potresti aggiustare questa tasca che mi si è rotta? Tanto dei capace no?non ci metterai tanto..” perché il tutto lo intendono ovviamente gratis in qualità di “amici”.

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  8. Alberto Costantini says

    Io studio Design e alla domanda su cosa studio la metà mi dice ” ah si beh fai sedie, insomma bella vita”.
    Sono due anni che dormo tipo 4 ore a notte però si non si fa un ca**o nelle facoltà creative -_-

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  9. io avrei una domanda per chi studia moda (che sul web risposta precisa non riesco a trovarla).
    Quali sono i vostri testi di studio maggiori, più emblematici?
    Per esempio, avendo studiato design, nel mio caso risponderei “da cosa nasce cosa” di Munari. Nel vostro percorso di studi, quali sono quei libri di testo che è fondamentale avere letto, che più o meno metà dei professori li ha messi in programma, quelli che avete apprezzato di più?
    grazie!

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