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Il galateo ai tempi di Instagram in 7 punti

A cura di Silvia e Luisa

E niente, pare che questa deforestazione di follower operata da Instagram abbia generato uno dei terremoti social più chiacchierati degli ultimi tempi. Che forse neanche se vi avessimo detto di esserci rispettivamente fidanzate, la risonanza sarebbe stata la stessa.

Nel panico da seguaci persi per la via, spunta gente che previene il taglio mettendo le mani avanti, gente che invece sta già formulando la giustificazione più credibile e gente che screnshotta i profili degli altri per fare un bel collage di before & after. Smascheramenti e derisioni, mea culpa e motivi d’orgoglio. Roba che neanche dai commenti alle foto della Biasi viene fuori una faida così accanita. D’ora in poi quei quattro spiccioli che avete investito per avere una bella K stampata accanto al numero di follower, risparmiateli, dateci retta. E se i social network condizionano davvero così tanto i nostri umori e le nostre opinioni, limitatevi a seguire il galateo di Instagram che, da espertissime in materia quali siamo, abbiamo giusto redatto per voi.

Se siete tutti pronti per prendere appunti, possiamo partire.

  1. Parla come mangi

C’era un tempo in cui # questo lo chiamavamo cancelletto, serviva per fare le chiamate con il numero privato ed era sinonimo di “numero”. Oggi è la lettera più usata dell’alfabeto.
Ah, non fa parte dell’alfabeto? #allora #perchè #la #gente #scrive #così?
L’hashtag è l’àncora negli oceani dei contenuti social. Ma cosa credete di indicizzare mettendolo davanti ad ogni singola parola? L’unico risultato certo è che riuscite a snervarci #al #cento #per #cento. Che poi mica vi stiamo chiedendo di saper scrivere in inglese corretto. Quella sì che sarebbe una richiesta davvero improbabile.

 

  1. Parla come mangi, mangia quello che fotografi

Nel nome dell’Eterna Madre Cellulite, quel donut 100% burro e quell’hamburger che conta più calorie di tutti i fast-food di New York messi insieme, vi preghiamo, mangiateli. Che non è biologicamente etico avere la gallery intasata di #foodporn e indossare un paio di jeans taglia 40. Non è carino nei nostri confronti, creature tendenti alle maniglie dell’amore, e no, non ci crediamo che divoriate veramente tutto quello che fotografate.

 

  1. Combatti il deficit di attenzione: è il popolo di Instagram che te lo chiede

Affrontiamo il capitolo fashion blogger. Quella nuova casta di giovani donne che postano sui vari e social e, ovviamente, sul proprio blog, gli outfit che indossano creando un vero e proprio business con i marchi di abbigliamento che promuovono. Ecco il punto, li promuovono. Quindi specificano sempre, ve lo giuriamo, di quale brand sia la camicetta a quadri piuttosto che la gonna bordeaux in ecopelle. Tag sulla foto o dettagli nella didascalia, c’è scritto. Sempre. Per cui, evitate di chiedere smaniosamente dove abbiano comprato quel pezzo che vi piace così tanto. Keep calm and pay attention, please.

 

  1. Lo spam lo fai a casa tua

Su Instagram si trovano anche foto bellissime. Quelle per cui hai passato minuti ad aspettare l’attimo giusto per lo scatto. Perché la luce fosse un po’ più calda. Perché il gioco di ombre risultasse perfetto. Perché i colori fossero così pieni da non aver bisogno di filtri. Ecco, è proprio sotto questo genere di foto che “Hey! Passa da me! Stampiamo magliette Celine, Tiffany, Chanel e tanto altro a 10€. #kiss” è decisamente fuori luogo. Se volete spammare, continuate a farlo sotto i video in palestra di Belen.

 

  1. Chi ti ama, ti segue. E non ti chiede niente in cambio

Una notifica di un nuovo follower. Lacrime di gioia, stai già stappando lo spumante. Magari hai pure fatto cifra tonda. Ti è partito in automatico l’invito alla mailing list per il party di festeggiamento di questo grandissimo traguardo. Ma poi… L’inaspettato, insospettabile, il temibile unfollow. “Non seguire più”. Ehi? Seguace dove sei finito? Non chiamate il 118 o la protezione civile. Se n’è andato e non tornerà più. E tutto questo perché voi eravate parte di un piano più grande che mirava a raccattare seguaci ai quattro angoli del mondo. Roba che Gesù se la sognava. Tranquilli, non era vero amore. E non fidatevi degli sconosciuti che vi seguono, ma non vi mettono mipiace alle foto. Hanno bisogno dei loro 15 minuti di fama più di quanto non se ne rendano conto.

 

  1. Chi ti ama, ti segue. E non ti chiede niente in cambio. Part.2

“S4s?”
“Eh?”
C’è un nuovo codice Morse, Instagram edition, di cui potreste non essere a conoscenza.
S4s = Shotout for shotout. Tutto chiaro adesso, no? No, non è una minaccia, un “out-out” urlato. In una lingua più comprensibile si direbbe: pubblicità reciproca. Qualcosa di estremamente noioso e fastidioso da vedere. Fatto di finto buonismo, belle frasette di circostanza e che di reciproco ha solo la bramosia di avere un numero più alto di like e follower. Perché è sempre lì che finiamo.
Vi segnaliamo anche altre interessanti varianti quali “like4like” o “follow4follow”. Perché non si fa niente per niente. Soprattutto se si parla di social network.

 

  1. Sono in credito con te

Ma sarebbe meglio di no. Scrivi che la foto è mia e nessuno si farà male. Give credits, people. Che tanto ci vuole meno che a piazzare tutti quegli hashtag tattici sotto le foto. E se il mondo è piccolo, con il web lo è ancora di più. I nodi vengono al pettine. Prima o poi ti becco. È una delle poche certezze della vita. Assieme al fatto che i parenti della signora Fletcher non sono mai colpevoli alla fine della storia.

 

Fateci caso, che se i punti sono 7 come i peccati capitali, un motivo ci sarà.

8 Comments

  1. Fabio Pasquini says

    Le interminabili lezioni di Tedesco sono sempre molto più emozionanti grazie ai vostri articoli 😁

    Mi piace

  2. Pingback: DigitaTack – Colazione

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