Cinema, Lifestyle
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Il santo di Natale è St. Vincent

Fatevi un regalo quest’anno: non andate a vedere i cinepanettoni. Cinema e panettone sono buoni separati. Posso concedervi una fetta di panettone in sala. Che tanto, tra lo sgranocchiamento generale di popcorn non se ne accorge nessuno. Anzi, pandori e panettoni per tutti, per favore. Non fanno rumore. E ci possiamo godere tutti quanti il film. (Bauli, se sei in ascolto, pensa a che co-branding ti ho servito su piatto d’argento).

Quest’anno abbiamo un santo che ci protegge dalla barbarie del cinema italiano sotto le feste. È St. Vincent.

Vincent non è santo per niente. È un rude e burbero veterano di guerra, che ha perso il senso della propria vita quando sua moglie si è ammalata. Ma quando Maggie e Oliver si trasferiranno nella casa accanto, una seconda possibilità busserà alla sua porta. Un toc-toc che ha più il suono di un ramo d’albero che cade. Le giornate di Vincent si alternano tra alcol a scommesse all’ippodromo, nella speranza di dimenticare i propri problemi e racimolare qualche soldo in più. Ecco che non tanto difficile accettare di fare il babysitter per Oliver, rappresentando 12$ all’ora facili. Il tradizionale percorso narrativo (ed emotivo) di questa storia ve lo potete facilmente immaginare. Prendete un vecchio cinico, un bambino che dice sempre le cose giuste al momento giusto, una mamma neo-single e una prostituta (che, udite udite, è Naomi Watts). Personaggi preconfezionati, ma che funzionano bene. Gli elementi del film di Natale ci sono tutti, esclusi le lucine, la neve, un eccessivo buonismo o della deleteria comicità demenziale. Grazie. Ne facciamo volentieri anche a meno.

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Quindi, una trama e un finale che si intuiscono senza grandi sforzi, ma che non prevalgono sulle battute che ti strappano il sorriso senza difficoltà, sulla colonna sonora perfetta e sugli attori che sanno dare un’ottima interpretazione. Primo tra tutti un Bill Murray stupendo che non potete che amare, perfetto nei panni del disadattato dal cuore d’oro.

st-vincent-2014-film

Una moderna Christmas Carol, di quelle a cui siamo abituati, ma forse non abbastanza, che si innalza decisamente sopra la media dei film di questo periodo.

Una storia che potrebbe tranquillamente diventare un classico da vedere con l’apertura della prima casella del calendario dell’Avvento.

 

Se non vi ho convinti, potrebbe farlo il trailer:

 

E niente, Murray Christmas a tutti.

bill-murray-christmas

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