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#mfw: la sfilata di John Richmond

a cura di Silvia Valesani e Luisa Covini

[Questa è la storia di una domenica mattina iniziata con la cipria che inevitabilmente sporca il colletto della camicia fresca di lavatrice, e proseguita con un Sergio Muniz troppo bello da sopportare per un’ora e quaranta esatta di Frecciarossa Firenze-Milano]

“C’è sempre una prima volta” è quel genere di formula a cui a volte non rispondiamo neanche. Magari perché preferiamo che questa benedettissima “prima volta” non ci illuda troppo, per poi abbandonarci una volta sedotte. Fatto sta che domenica 1° Marzo eravamo sedute in quarta fila: di fronte ai nostri occhi, i capi della collezione donna Autunno/Inverno 2015/16 di John Richmond, una delle firme più sexy nel calendario della settimana della moda milanese. john_richmond_sfilata_silvia_valesani Processed with VSCOcam with hb2 preset

Tra un selfie, un tweet e un “Indovina chi?” in modalità celebrities-front row, le luci si sono abbassate e la playlist ha iniziato a suonare. La prima sfilata non si scorda mai.

John_Richmond_sfilata_milano_autunno_inverno_15_16

Evasioni non troppo innocenti quelle di John Richmond per la donna del prossimo semestre di freddo. Le fughe esotiche si vestono di stampe zebrate e kimono reinterpretati. Le pellicce in tinta rosso dragone e le porcellane cinesi ricamate sui corpi delle modelle ci ricordano che l’Oriente non è in fin dei conti poi così lontano. Cinquanta sfumature di grigio? No, grazie. Ne bastano solo tre secondo John. E queste, poi, si dissimulano lentamente, come fosse un gioco di seduzione da manuale, alternando l’iniziale stile dandy in scala di grigi alle note del dichiarato feticismo successivo. La palette si scalda di toni burgundy, calibrati dall’onnipresente nero degli accenni bondage e dal turchese dei ricami e dei pattern geometrici. In passerella sfilano forzieri di paillettes, frange disobbedienti, del tutto lontane dagli anni Venti, e bordi in pelliccia infiammati. La pelle è la costante che serve a rimarcare la femminilità aggressiva di una donna fin troppo conscia del proprio lato oscuro. E mentre il ritmo della colonna sonora (che potete ascoltare grazie al player di Spotify qua sopra) si fa sempre più incalzante, gli abiti si accorciano e le forme si svelano. Il coinvolgimento sensoriale prende evidentemente il sopravvento e, nel momento di massimo climax, si affaccia in passerella uno splendido abito da sera nero, sdoppiato tra un corpetto cut-out che si snoda lungo le linee di un rosone gotico e una lunga gonna in seta che scivola morbida sui fianchi. Il respiro lì si è interrotto per un attimo.

john_richmond_fw_15_16_milano_fashion_week

Atmosfera gotica anche per quanto riguarda make-up e hairstyling: smokey eyes sapientemente imprecisi si contrappongono a impeccabili bocche violacee. Il romanticismo della treccia viene distrutturato in un’acconciatura punk, che mostra il volto di una donna audace, una donna che non si nasconde, ma che, anzi, è pronta a tirare fuori gli artigli. Color antracite, secondo il diktat dello styling di Richmond.

john_richmond_fw_15_16_milano_fashion_week_make_up

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