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Alexander McQueen e Londra, perchè partire subito

Serve una scusa per tornare a Londra?
Nel dubbio noi questa volta ne avevamo una veramente buona.
Ecco che: Londra, altro giro altra corsa. Con l’obiettivo di vedere le due mostre su Alexander McQueen.

Se Silvia batteva i piedi, cercava di incastrare gli impegni e programmava la rapina in banca quando scriveva questo post, alla fine – cito testuale – il “Mamma studio moda, come faccio a perdermi la prima retrospettiva su McQueen?” ha invece ottenuto proprio gli effetti desiderati.

Londra_x_Alexander_McQueen

Quindi, Londra. Cosa vedere e in che ordine:

  • Nick Waplington / Alexander McQueen: Working progress perché la Tate Britain è prima di tutto meravigliosa e gratuita e se non ci siete mai stati non sapete cosa vi perdete (la famosa Ophelia dei Preraffaelliti, una struttura archittettonica imponente e un bookshop da passarci le ore, specialmente nella sezione per bambini, se lo chiedete a me). Le mostre temporanee si pagano, è vero. Ma quella delle foto di Waplington merita, se volete conoscere un punto di vista in più su McQueen e sul suo processo creativo. Un punto di vista che ti mette di fronte alla nostalgia della perdita di un tale genio. Un punto di vista che alla fine è anche quello di Alexander McQueen stesso, essendo le foto esposte accompagnate da grandi citazioni che ci permettono di capire cosa si nasconde dietro alla collezione autunno/inverno 2009. C’è bellezza, studio, una visione immaginifica, ironia, critica, arte e consapevolezza. E un uomo, prima di tutto.

Londra_Tate_Britain_Alexander_McQueen

  • Alexander McQueen – Savage Beauty al Victoria & Albert Museum* in seguito: perché se le due mostre hanno chiaramente un loro percorso interno, questo non vi impedisce di ampliare il concetto e crearvene uno vostro con i due musei: quindi visitare prima la mostra che esplora il processo lavorativo dello stilista, seguita da quella che celebra tutta la sua vita creativa. Savage Beauty è la mostra che ci ha fatto commuovere. È stato quasi surreale poter esplorare dal vivo il curriculum delle creazioni del cosiddetto “hooligan della moda”. C’è tutto, a partire dalla collezione con cui Alexander McQueen si è diplomato alla St Martins nel 1992, passando per tutti quelli che sono i temi a lui più cari (il gotico, il fetish, il romanticismo, la natura, Londra, il background scozzese…) per arrivare alle ultime collezioni del 2010.
    Il momento massimo si ha con il “Cabinet of Curiosities”. Qui è dove è stato veramente difficile trattenere le lacrime. Da un momento all’altro ci ritroviamo in una stanza dove veniamo sopraffatte da uno stupefacente impatto visivo ed emotivo, poichè ogni parete è riempita fino al soffitto di modelli unici, accessori iconici, video e il tutto arricchito da musiche ed effetti sonori “itineranti”. Il sogno di una semplice studentessa di moda – come me – che credeva di poter vedere tutto ciò solo dallo schermo di un computer. E per finire, non voglio rovinare oltre l’effetto sorpresa a chi abbia sul serio l’intenzione di vedere la mostra, ma posso dirvi soltanto: “ologramma“.

Londra_Victoria_Albert_Savage_Beauty_McQueen

  • Se vi avanzasse del tempo, poi, potreste anche visitare la mostra di foto (molto piccola) di SHOWstudio, studio di fotografia e fashion film del fotografo Nick Knight, in Motcomb street. Se non altro anche per visitare la zona residenziale intorno. Tutte le info qui.

La premessa (anche se viene dopo) è che il libretto universitario può essere più utile in Inghilterra che in patria: portatevelo dietro per avere sconti sull’ingresso ai musei o perfino da Urban Outfiters e Topshop.

Londra_a_colazione_non_si_parla

Londra ad Aprile (e probabilmente pure a Maggio) è quel luogo dove coesistono le quattro stagioni contemporaneamente. Tra cappotti invernali e giacchetti di jeans, calze millemila denari e gambe nude.

Sono stati quattro giorni di sole inaspettato. In valigia un paio di maglioni di lana e un ombrello che sono serviti solo a togliere spazio a eventuali acquisti. Perché sì, ci è rientrato di passeggiare per l’ennesima volta tra i negozi di Oxford Street, così come di sfruttare il sole vagando per Hyde Park, di scambiare Brick Lane per Shoreditch, di passare quasi 30 minuti in un’edicola e di mangiare panini su panchine di legno di giardini privati.

Londra_Brick_Lane_Hyde_Park

Perché Londra è la città dove voglio vivere più o meno consciamente da quando l’ho vista la prima volta a otto anni.
E in fondo ogni scusa è buona per tornarci.

 

 

*Per la mostra al Victoria&Albert è consigliabile prenotare i biglietti in anticipo (anche online).

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