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Acrid, il nuovo film iraniano che scruta la vita dietro il velo

Il mondo iraniano e la vita iraniana ci appaiono sempre come realtà lontane anni luce. E tale sensazione diventa ancora più forte se pensiamo alle donne iraniane. Loro stanno lì, immobili, avvolte nel loro alone di mistero che ben si identifica con i veli che circondano il loro viso e che le fanno apparire ai nostri occhi ancora più lontane, ancora più pragmatiche.

Ma c’è chi riesce a dare loro una voce, o che almeno ci prova. Ed è ciò che ha tentato di fare il giovane e talentuoso regista Karash Asadizadhe, che per il suo primo film ha deciso di cimentarsi proprio nel racconto delle storie di quattro donne iraniane. Si tratta delle vite di Soheila, Azar, Simin, Masha, quattro vite che finiscono per intrecciarsi irrimediabilmente nel corso della storia ma che il regista decide di presentare individualmente l’una dall’altra, una dopo l’altra, protagoniste di un triste e deprimente effetto domino.

acrid-recensione

Le quattro donne infatti, pur essendo riuscite ad emanciparsi (Soheila è un dottore, Azar una segretaria, Simin una professoressa e Masha una studentessa), non riescono a districarsi da una cultura obsoleta che ancora le vuole sottomesse al marito e al genere maschile in generale (e non suona strano se una delle protagoniste della pellicola viene miserabilmente apostrofata col termine “domestica” dal marito, se non viene rispettata o se viene “semplicemente” tradita). Come ci indica lo stesso titolo del film (che non a caso significa “aspro”) le storie dipinte da Karash Asadizadhe sono lungi dal voler apparire come facili e felici. E la stessa asprezza la ritroviamo anche nella fotografia. Non c’è gioia nei colori presenti nel film. La maggior parte delle scene presenta tonalità fredde e asettiche. Ma nonostante tutto, nonostante le avversità delle loro quotidianeità quello che accomuna veramente le personalità di Soheila, Azara, Simin e Masha è la forza di andare avanti e di farsi valere nei confronti della vita opponendosi per quanto è possibile a quei mariti, amanti o fidanzati che le ostacolano.

acrid

“Acrid” è un bel film e un ottimo nuovo esempio di quel cinema indipendente che ci piace. La pellicola sarà presente nelle sale da domani, 11 Giugno, rigorosamente in lingua originale, secondo lo spirito che contraddistingue tutte le pellicole che arrivano nei cinema grazie a Imagica, nuova realtà distributiva italiana che si impegna a diffondere film d’autore in versione originale fuori dai circuiti tradizionali. E a nostro avviso, la lingua originale è sicuramente un valore aggiunto all’autenticità del film che arriva in modo diretto e senza filtri allo spettatore. Vi assicuriamo che guardare “Acrid” significa passare un’ora e mezza di intrattenimento e al tempo stesso di riflessione (che non fa mai male). E anche se non si tratta del classico popcorn-movie nessuno vi vieterà di sgranocchiarne in abbondanza.

2 Comments

  1. Lina says

    Andrò a vederlo senz’altro. Lo scorso agosto sono stata in Iran e la sensazione che ho avuto non è di immobilismo delle donne, anzi. La voglia di cambiamento è molto forte, ma necessariamente legata a tempi che non sono i nostri. Lì le cose devono essere fatte a piccoli passi, le conquiste sono giornaliere, Non devono essere dirompenti, altrimenti il risultato sarebbe l’opposto di quello sperato. Il film rifletterà sicuramente uno spaccato di quella società, che penso abbia realtà molto diverse.

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